Pianeta Matisse


28.5.7107
Siamo sbarcati su Matisse. Volo nell’atmosfera difficile. Siamo su una piccola isola, circa 20 km quadrati di estensione. E’ in corso una tempesta spettacolare, con lampi e fulmini in abbondanza. Pare che qui sia frequente e questo sarà un problema per la nostra missione. Abbiamo subito iniziato a installare i macchinari per l’analisi geochimica, ma il Sergente dice che non potremo iniziare l’attività di rilevazione prima della fine della tempesta. Richardson e Kowalski sono stati inviati a perlustrare l’isola. A causa delle condizioni meteo, il contatto radio era difficoltoso. Ci hanno avvertiti di aver incontrato delle entità aliene, poi abbiamo perso il contatto. Dopo circa mezz’ora, per fortuna i due sono tornati al campo. Hanno raccontato di aver ucciso alcuni alieni. Sono animali quadrupedi, dal pelo nero, con zanne e artigli temibili. Bene, oltre alle tempeste elettriche, dovremo preoccuparci anche di queste creature.

29.5.7107
La tempesta è aumentata di intensità. Abbiamo comunque ripreso il lavoro sui macchinari. Un branco di animali alieni ci ha attaccati. Richardson, che praticamente sta tutto il giorno di guardia appostato al cannone a energia, ha subito abbattuto numerosi animali e Kowalski, con pochi ma precisi colpi di fucile, ha finito il lavoro. Se Fred bevesse di meno, sarebbe un tiratore imbattibile. Nel pomeriggio la tempesta si è placata. Abbiamo attivato i macchinari. Dalla Necatrix, quando hanno ricevuto i primi dati, hanno ordinato di ripetere la procedura di calibrazione a causa dei campi elettromagnetici anomali.

30.5.7107
Tempo buono. Calibrazioni completate. Nel pomeriggio, abbiamo iniziato la trivellazione e la raccolta dati.

31.5.7107
Oggi la tempesta ha ripreso con violenza. Il Sergente ha ordinato di coprire l’apparecchiatura con i teli. Mentre eravamo all’opera, gli alieni sono riusciti a sorprendere la nostra sorveglianza e ci hanno assaliti. Il Sergente, il Caporale e Fared sono rimasti feriti. Poi Richardson e Kowalski sono riusciti a mettersi in condizione di sparare e hanno ucciso o messo in fuga gli animali.

4.6.7107
Abbiamo avuto qualche giorno di tempo discreto. Così abbiamo potuto raccogliere dati a sufficienza. Dalla Necatrix hanno ordinato di eliminare tutti gli alieni presenti sull’isola prima di tornare a bordo. Così oggi, dopo aver terminato di smontare l’apparecchiatura geochimica, siamo andati a caccia degli alieni, mentre il tempo peggiorava nuovamente. Un fulmine è caduto praticamente sul nostro gruppo, le armature ci hanno salvati, ma abbiamo davvero rischiato la pelle. Siamo riusciti a seguire un alieno fino alla loro tane: un sistema di caverne all’interno dell’isola. Mentre collocavamo l’esplosivo all’interno delle caverne, gli animali ci hanno assaliti. In quel momento ho sentito che il giuramento di fedeltà che ho pronunciato quando mi sono arruolato nella 3:16 mi imponeva di salvare i miei compagni da quel pericolo. Mi sono addentrato nella caverna lanciando diverse granate, ho collocato una carica di esplosivo a grande profondità e sono scappato fuori. Siamo tornati dopo l’esplosione: al centro dell’isola non c’è più traccia di caverne né tanto meno di alieni. Il Sergente Sanchez si è complimentata con me: oggi è stata una buona giornata. Ora è sera e siamo appena rientrati a bordo della Necatrix.

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