Tagrius

Il palazzo di Tryon sembrava non avere finestre. Era una massiccia struttura cubica di pietra, la cui unica apertura era il grande portone. Malitus entrò per primo, seguito da Thalia e Arlicus. I tre si trovarono in un lungo e ampio andito ricoperto di bassorilievi di marmo bianco. Dal soffitto pendevano numerosi lampadari in cui ardevano candele di cera bianca. I bassorilievi sulla parete di destra raffiguravano una processione di persone che emergevano dalla terra e si incamminavano tutte nella stessa direzione. Sulla sinistra era rappresentato un bosco con innumerevoli alberi da molti dei quali pendevano delle figure umane, sempre nude. Non sembravano impiccati, era come se quei corpi fossero i frutti degli alberi della foresta. Mentre avanzavano osservando le sculture, Arlicus disse “Sentite anche voi questa musica?” Si udiva una fievolissima melodia suonata su un liuto. In fondo all’andito, c’erano tre porte chiuse da pesanti tende rosse. Su ciascuna tenda era ricamato un disegno diverso. A sinistra, una freccia. Al centro, una spiga. A destra, una torcia ardente. La musica sembrava provenire da dietro le tende. Thalia, senza esitazione, scostò la teda della porta centrale e avanzò, seguita dagli altri.
Si trovarono in un porticato che circondava un cortile quadrato. Agli angoli del cortile, crescevano quattro alberi: un cipresso, una palma, una betulla e un faggio. Al centro del cortile c’era una balaustra circolare che circondava un profondo posso lungo le cui pareti scendeva una scala di pietra. La musica sembrava provenire dal fondo del pozzo. Thalia si avviò lungo la scala, seguita da Arlicus e da Malitus. In fondo alla scala si trovava una porta di legno massiccio. La musica del liuto era improvvisamente cessata. La porta era chiusa e Thalia diede due forti colpi con il batacchio che vi era affisso. Dopo pochi istanti la porta si aprì. Un’anziana donna vestita di un abito scarlatto li invitò ad entrare. Si trovarono in un salone molto ampio il cui soffitto era sorretto da esili colonne di marmo. “Prima di poter incontrare il mio signore” disse la donna “dovrete battervi con Tagrius”. Dal fondo della sala stava avanzando un uomo enorme, armato di spada. Malitus gli scagliò una freccia, che venne respinta dalla corazza. Thalia e Arlicus estrassero i pugnali e si fecero sotto. Tagrius colpì Arlicus che cadde a terra e gli si avventò addosso per finirlo, ma Thalia riuscì a colpirlo al braccio e a deviare il colpo. Malitus scoccò una seconda freccia e questa volta trafisse il ginocchio di Tagrius, che crollò a terra. Non appena il gigante cadde, Thalia gli conficcò il pugnale nel collo e, con due rapidi gesti, staccò la testa dal corpo.

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