Il viaggio di Malitus verso Akoi


Malitus trascorse la notte nella foresta. Al mattino, si rimise in marcia verso il suo paese, Akoi, che si trovava lungo la strada tra il passo e la città di Eulora. Avrebbe potuto arrivarci entro il giorno successivo e sperava di raggiungerlo prima che ci arrivasse l’esercito rubeano. Diversi suoi amici non avevano voluto arruolarsi, ma ora voleva tentare nuovamente di convincerli ad unirsi a lui per raggiungere ciò che rimaneva dell’armata di Nima.
Dopo alcune ore di cammino vide una casa in cima ad un’altura isolata. Si avvicinò sperando di poter trovare un po’ di cibo, ma la casa era deserta e la porta sprangata. Rientrato nella foresta, costruì alcune frecce lavorando con il coltello dei rametti di frassino. Riuscì ad uccidere un paio di scoiattoli che furono il suo pranzo.
Nel pomeriggio, il sentiero fu improvvisamente attraversato da un capriolo impaurito. Malitus riuscì a colpirlo con una freccia. Avrebbe avuto cibo a sufficienza per il viaggio fino ad Akoi. Ma mentre raggiungeva il capriolo ferito, udì dei passi che si avvicinavano. Un gruppo di esploratori rubeani si stava dirigendo verso di lui. Ecco da chi stava fuggendo il capriolo! Malitus fu costretto ad abbandonare la sua preda per darsi nuovamente alla fuga.
Inseguito dai rubeani, Malitus si diresse verso il fondovalle. Gli inseguitori scagliarono qualche freccia nella sua direzione, ma la vegetazione era molto fitta e Malitus non corse alcun rischio di venir colpito. Dopo una lunga corsa in discesa nel greto di un torrente, Malitus si fermò in ascolto al riparo di un grande masso. Il silenzio era completo. I suoi inseguitori dovevano aver deciso che non era il caso di perdere altro tempo con lui.
Era sceso troppo verso il fondovalle e la cavalleria rubeana stava certamente perlustrando il fondovalle. Riprese a salire il pendio della montagna, l’eventualità di incontrare altri esploratori nel bosco gli sembrava più remota. Ma dopo circa un miglio di cammino, si trovò di fronte un costone di roccia che tagliava il fianco della valle. Sapeva che dovevano esserci dei passaggi che lo attraversavano, ma non riuscì a trovarne nessuno prima del crepuscolo. Il suo viaggio stava richiedendo più tempo del previsto.
La mattina successiva, riuscì a superare l’impervia zona rocciosa. Prima di mezzogiorno, raggiunse una radura in cui sorgevano alcune case. Incontrò un anziano pastore che gli disse che avrebbe fatto meglio a non proseguire: la zona era piena di pattuglie rubeane, che stavano arruolando forzatamente tutti gli uomini in grado di combattere. Malitus decise di proseguire comunque e si inoltrò nuovamente nella foresta. Ormai era a meno di un giorno di cammino da Akoi.
Dopo circa un miglio, udì delle voci che sembravano poco distanti. Si nascose in una macchia di cespugli. Le voci si allontanarono e Malitus, con molta circospezione, riprese il suo cammino.
Più tardi, udì nuovamente delle voci, questa volta alle sue spalle. Cominciò a correre sperando che i rubeani non avessero notato la sua presenza. Dopo un’altra ora di cammino, raggiunse un ampio torrente dalle ripide sponde. Più a valle c’era un ponte che lo attraversava, ma sarebbe stato certamente presidiato. Non rimaneva che risalire il pendio cercando un possibile guado. Malitus riuscì ad attraversare il torrente solo a sera. Stava procedendo troppo lentamente. Non avrebbe raggiunto Akoi prima dei rubeani.

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